Sempre più spesso si sente parlare di qui e ora, ma cosa implica tutto questo e quali sarebbero i cambiamenti che andrebbero affrontati?
“Se il presente cerca di giudicare il passato, perderà il futuro” questa citazione di Winston Churchill si potrebbe definire sempre calzante a pennello, quante volte rivangando nel passato siamo stati dei veri critici e giudici? Innumerevoli.

Eppure con i tempi che “corrono” sono tantissimi quelli che, in qualche modo, cercano di rifugiarsi in pensieri ed esperienze passate, perdendo così il bello che il presente può offrire. Siamo, ormai abituati ad essere veloci, prestanti, ma non cogliamo mai il reale senso di ciò che stiamo vivendo ed è così che inevitabilmente non prestiamo ascolto alle nostre emozioni e sensazioni.
L’importanza del vivere con consapevolezza
Si sente più spesso parlare di “consapevolezza”, ma cosa si intende per tutto ciò? Tradotta dalla parola inglese “Mindfulness”. Se, però, si va oltre questo, ovvero il significato letterale, si arriva al termine “sati”, che in lingua pali, per chi non lo sapesse si tratta dei testi sacri del buddismo 2000 anni fa, porta con sé un significato molto più profondo, un modo più consapevole, una certa presenza mentale, che può essere coltivata anche attraverso la meditazione.

Inoltre, è bene anche fare riferimento ad una definizione e stiamo facendo riferimento a quella data da Jon Kabat-Zinn: “porre attenzione in un modo particolare, intenzionalmente, nel momento presente e in modo non giudicante”.
Ritorniamo a dire che si tratta di uno stato mentale che porta l’individuo a concentrarsi su ciò che percepisce, prova, sente e pensa, ma badate bene tutto ciò avviene senza giudicarlo. In questo caso, però, è bene sapere che affinché tutto vada per il meglio sarebbe opportuno non reprimere pensieri, sensazioni ed emozioni.
Tutto questo richiede una sorta di allenamento. In questo caso è utile non lasciare che il pilota automatico prenda il sopravvento. Ma cosa significa tutto questo? Ci sono delle attività che durante il corso della giornata vengono svolte con il cosiddetto “Pilota automatico”, per andare più nello specifico ci riferiamo ad esempio al guidare, l’azione viene compiuta senza pensare al movimento che si compie.
Il più delle volte, quando siamo concentrati a fare qualcosa ci perdiamo tra i pensieri di ciò che sarà o che è stato non cogliendo mai cosa il momento presente ci offre. Purtroppo, però, perseguire questa strada ci può portare ad avere degli schemi precisi che non sempre vengono svolti con consapevolezza. Per intenderci non sempre mettere in atto gli stessi meccanismi si rivela la carta giusta.
L’obiettivo sarebbe quello di scegliere con consapevolezza e rispondere in un certo modo “alle sfide del presente” per intenderci: disattivare il pilota automatico se necessario ed essere presenti. Vivere il “qui e ora” richiede un certo allenamento, sono tantissime le frasi che quotidianamente si rincorrono nella nostra mente: “Se avessi saputo che” o “se mi comportassi così”, insomma un ponte tra passato e futuro continuo che non ci permette di cogliere ciò che realmente si sta vivendo, ovvero il presente.

Questo ci permetterebbe anche di gustare, assaporare l’esperienze in toto. Prestare attenzione però non deve essere un modo per giudicare ciò che sentiamo e percepiamo, l’intenzione è quella di viverlo senza svalutare i pensieri e le emozioni, insomma una sorta di accettazione delle cose positive e negative senza far sì che ansie, preoccupazioni diventino scorci della nostra giornata.